Dolomiti

Rifugio Larice e l’incanto delle Dolomiti di Sesto

L’Alta Val Pusteria è un paradiso per le famiglie con i bambini: innumerevoli sono le passeggiate adatti a tutti e i panorami assolutamente eccezionali. Oggi da Sexten – Sesto (Monte di Mezzo – Mitterberg) raggiungeremo il graziosissimo Rifugio Larice, candidamente immerso nel bosco ma con vista spettacolare sulle Dolomiti e sulla famosissima Meridiana di Sesto. Pronti a seguirci?

  • Località di partenza: località Monte di Mezzo – Festung Mitterberg (Forte Monte di Mezzo), poco dopo l’Hotel Panorama
  • Parcheggio: alla località di partenza, poco dopo l’Hotel Panorama, al tornante verso sinistra (piccolo, a pagamento)
  • Mezzi utilizzati: passeggino da trekking
  • Tempo medio: un’ora e venti minuti circa
  • Difficoltà: facile – medio
  • Dislivello: 250 metri – località di partenza m. 1575 – Rifugio Larice m. 1830
  • Tipologia di percorso: costante salita sino alla meta, alternando alcuni tratti più ripidi al altri meno impegnativi. Larga strada forestale

Rifugio Larice: si parte da Monte di Mezzo sopra Sesto, presso l’hotel Panorama

Dal centro di Sesto, lungo la via che collega San Candido al Passo Monte Croce Comelico (da dove parte la bellissima passeggiata per l’Alpe di Nemes), imbocchiamo la salita che, sinuosa, passa tra le deliziose casette per raggiungere le frazioni più alte dell’abitato. Noi dovremo sempre seguire le indicazioni per Hotel Panorama – Monte di Mezzo (Mitterberg) sino a che, superatolo di un centinaio di metri, troveremo il nostro parcheggio al tornante verso sinistra, di fianco al Forte della Grande Guerra, Festung Mitterberg.

Dopo aver lasciato la nostra autovettura nella piccola area sosta, saremo già sulla via giusta per il Rifugio Larice: la strada, asfaltata, continua infatti in salita, idealmente in direzione Monte Elmo. Non pensiate di proseguire in macchina: non è possibile posteggiare infatti più avanti!

La via per il Rifugio Larice è costante salita, prima asfaltata e poi sterrata

Iniziamo dunque la nostra escursione con vista pazzesca su tutte le Dolomiti di Sesto: la Punta dei Tre Scarperi (m. 2953), la Croda Rossa di Sesto (m. 2965), Cima Undici (m. 3068) il Popera (m. 3015) con la Val Fiscalina che s’incunea tra esse… Uno spettacolo davvero eccezionale e assolutamente tutto per noi: sono infatti molto poche le persone che effettuano questa escursione, pur in alta stagione: molto differente quindi dalla folla che spessissimo si può trovare tra queste meravigliose montagne.

La strada asfaltata ci tiene compagnia e sarà senz’altro molto comoda per chi ha deciso di avventurarsi qui in passeggino; nelle giornate limpide, in fondo, fanno bella mostra di sé le creste di confine e, nascosto però dal pendio erboso, anche la stazione di monte degli impianti del Monte Elmo (m. 2040), che i più arditi potrebbero comunque raggiungere una volta superata la nostra meta, il Rifugio Larice (ma solo con zaino portabimbo: troppo ripida infatti per altri mezzi).

Passo dopo passo ci lasceremo alle spalle Monte di Mezzo e le ultime casette ci saluteranno: in breve perverremo ad un deciso tornante verso destra che ci consentirà di guadagnare ancora un po’ di quota, sempre però con un occhio allo splendido panorama sulle Dolomiti di Sesto. Superato un piccolo fienile e qualche alberello, ecco che la strada diviene sterrata, regalando un po’ più di gradita frescura a chi ascende nei caldi mesi estivi.

Il sentiero per il Rifugio Larice regala scorci meraviglioso sulle Dolomiti di Sesto

Tra lussureggianti prati e le vette pusteresi a far da contorno, non ci accorgerà nemmeno della fatica: la via comunque sale sempre senza concedere tregua, pur con pendenze mai impegnative. Poco dopo, la forestale compie una leggera curva verso sinistra, inibendoci la vista panoramica di poc’anzi e immettendoci in un bel bosco profumato, che ci accompagnerà sino all’arrivo al Rifugio Larice.

Un altro po’ di quota la guadagneremo poco oltre, ad un nuovo tornante: ignorato il bivio per il Tschutrschentalerhof (parecchio più in basso), continuiamo sulla nostra via che indica, assieme al Rifugio Larice, anche il Rifugio Cacciatore. Poco oltre un nuovo bivio: la nostra meta è segnata da tutte e due le parti! Nessun problema: noi proseguiamo facilmente sulla forestale giacché il sentierino che sale in mezzo ai prati è certo più ripido e non adatto ai passeggini (sebbene ovviamente più breve).

Qualche passo nella radura ci consente di ammirare nuovamente le vette delle Dolomiti di Sesto che, splendide, fanno capolino tra un ramo e l’altro. Un nuovo tornante ci attende: finalmente le indicazioni per il Rifugio Cacciatore (dritto) si differenziano da quelle per il Rifugio Larice (a destra); ancora un pochino di fatica ci attende ma ormai la meta non è più lontana!

Il Rifugio Larice è un luogo ideale per le famiglie con i bambini

Sempre passeggiando nel bosco, dopo poco finalmente noteremo una piccola radura e l’inconfondibile sagoma dapprima di un tetto e poi di una casetta: siamo arrivati! Dal crocicchio di sentieri con numerosissime indicazioni per i bellissimi ristori nelle vicinanze, dovremo scendere di pochi metri per arrivare al terrazzo e goderci il meritato relax.

Il Rifugio Larice (m. 1830) sorge in mezzo al bosco ma con vista superlativa sulle Dolomiti di Sesto: un balcone panoramico davvero spettacolare e decisamente poco noto! Come accennavamo, sono pochi gli escursionisti che si avventurano sin qui, preferendo magari mete più famose e blasonate all’interno sempre del medesimo territorio. Ma qui non manca davvero niente: il panorama c’è, così come anche un delizioso piccolo playground e tanti giochi da tavolo nonché pennarelli, matite, colori… Il tempo per i più piccini volerà via veloce!

E, mentre loro si svagano, noi adulti potremo concederci d’assaggiare un buon piatto tipico (noi ci siamo concessi i maccheroni alla pastora, da provare!) rilassandoci osservando il paesaggio davvero speciale. Quasi quasi verrebbe voglia di non alzarsi più! Ma, si sa, le cose belle hanno un termine e così, dopo tutto l’opportuno tempo trascorso a oziare, bisognerà rientrare: la via a ritroso parrà ancora più bella, svelandoci certamente piccoli particolari che ci erano sfuggiti all’andata.

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