Dolomiti

Rifugio Seurasas con le ciaspole, meraviglia in Val Gardena

Che la Val Gardena sia un luogo davvero meraviglioso lo sapevamo già: dopo innumerevoli passeggiate estive avevamo preso coscienza che fosse anche una delle zone più belle delle Dolomiti. Ma con la neve? Beh, forse ancora meglio: il candido manto che tutto avvolge, rende i paesaggi ancor più ovattati e incantati. E quindi: potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di andar con le ciaspole? Eccoci quindi pronti a salire al Rifugio Seurasas, magnifico balcone panoramico su Sassolungo, Sassopiatto e Sella, nonché verso le più lontane cime dell’Alpe di Siusi.

  • Località di partenza: Praplan – Cristauta, frazione di Santa Cristina
  • Parcheggio: alla località di partenza (medio, gratuito)
  • Mezzi utilizzati: ciaspole
  • Tempo medio: un’ora circa
  • Difficoltà: medio
  • Dislivello:  270 metri – parcheggio Cristauta m. 1750, Rifugio Seurasas m. 2020
  • Tipologia di percorso: dapprima lieve breve discesa, diverse erte ripide iniziali, poi costante ascesa alternata a brevi tratti di falsopiano

Escursione invernale: consultare sempre  l’Ufficio Turistico per verificare le condizioni del manto nevoso, la fattibilità del percorso e l’equipaggiamento da utilizzare
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Rifugio Seurasas: come arrivare

Per iniziare la nostra ciaspolata odierna dovremo raggiungere il parcheggio Cristauta presso Praplan, frazione di Santa Cristina: dopo aver passato l’abitato ed aver imboccato la Strada Cisles, dovremo poi voltare in direzione Strada Plesdinaz seguendo le evidenti indicazioni per il Parcheggio Cristauta. Ci alzeremo molto velocemente di quota ma non potremo sbagliare: la nostra area sosta infatti ci si parerà dinanzi proprio mentre guidiamo: dovremo dunque posteggiare e indossare l’attrezzatura.

Proseguendo lungo la carrozzabile arriveremmo ad un graziosissimo paesello di cui si scorgono già le case, ma noi dobbiamo salire lungo la Strada Mastlè, inizialmente in mezzo ad alti fusti. Dopo nemmeno cinque minuti ci troveremo già ad un bivio, ove la nostra vista potrà essere decisamente appagata dal meraviglioso panorama su Sassolungo e Sassopiatto nonché dallo Sciliar che, in fondo, sembra quasi volerci salutare.

Verso il Rifugio Seurasas: la vista spazia sino all’Alpe di Siusi

I cartelli indicano la nostra meta, Seurasas, in entrambe le direzioni: noi, che vogliamo regalarci un’ascesa tranquilla e non troppo ripida (nei limiti del possibile), decidiamo di voltare a sinistra in leggera discesa. Iniziamo così con un momento di relax, godendoci il suggestivo panorama innevato che, spettacolare, abbraccia i monti dal Gruppo del Sella ai Denti di Terrarossa, esponendoci un anfiteatro naturale davvero indimenticabile.

Ci incamminiamo così lungo il segnavia 4 che, alternando pini e abeti ad ampi spazi, ci delizia con una vista superlativa che rimarremmo volentieri a rimirare. La nostra baldanzosa andatura però subirà quanto prima una battuta d’arresto: eccoci infatti prontamente al bivio che ci introduce alla mulattiera vera e propria (n. 20) che, indicandoci a 45 minuti il punto d’arrivo, invita a salire lungo l’erta che ci presenta.

La ripida salita verso il Rifugio Seurasas

Questa parte iniziale sicuramente è la più faticosa dell’intero trekking: tratti di falsopiano si alternano ad altri davvero ripidi (resi certamente ancor più duri dalla presenza della neve). Fortunatamente non sono lunghi e, dopo aver preteso da noi uno sforzo consistente, la strada ci consente di riposare donando pezzetti quasi pianeggianti.

L’intervallarsi delle due tipologie di pendenze continua regolarmente sino ad un secondo bivio: noi dovremo proseguire dritti ma, se avessimo optato per voltare invece verso sinistra, saremmo potuti arrivare sino alla pittoresca chiesa di San Giacomo e quindi Ortisei. Una bella e lunga passeggiata, ma sicuramente remunerativa dal punto di vista paesaggistico!

Il sentiero, sorpassato questo punto nevralgico, perde molta della sua ripidezza per farci camminare in maniera più rilassata. Il bosco inizia a diradarsi dandoci la possibilità di ammirare scorci davvero incredibili su Sassolungo e Sassopiatto: qualche panchina (sapientemente installata nei punti migliori) ci invita a sederci per un’esperienza naturale ancor più totalizzante.

Dopo un buona ventina di minuti e compiuto un ampio tornante, la nostra mulattiera s’introduce nuovamente in mezzo agli alberi e non sarà raro sentire il rumore della neve che cade dai rami… Qua e là anche qualche impronta ci fa capire come la foresta sia abitata anche nei mesi invernali e anzi, renda maggiormente visibili i passaggi che altrimenti, in estate, sarebbero celati.

Un’ulteriore curva ci immette su un nuovo tratto assai ripido ma è ormai l’ultimo. Infatti, dopo pochissimo, una serpentina ci farà nuovamente variare direzione per poi scorgere una casetta. Eccoci ormai giunti in località Seusaras! Ma ancora non abbiamo idea della meraviglia che ci aspetta…

Rifugio Seurasas: un magnifico balcone panoramico sulla Val Gardena

Ancora infatti una brevissima ascesa ci separa da uno dei panorami più belli della Val Gardena e.. Et voilà! Lasciati alle spalle gli ultimi pini, una bellissima radura si para dinanzi a noi e non potremo fare altro che esclamare “wow”, soggiogati dalla meraviglia del paesaggio.

Il Rifugio Seurasas (m. 2020) sorge in posizione splendida con una vista a 180 gradi sulle più belle montagne delle Dolomiti: si parte col Gruppo del Sella che chiude l’orizzonte a sinistra per poi continuare con i già ampiamente citati Sassolungo e Sassopiatto, con il Catinaccio di Antermoia e i Denti di Terrarossa e chiudere con lo Sciliar. Insomma: uno spettacolo naturale davvero pazzesco che vale assolutamente la pena vedere!

I più esperti ciaspolatori potrebbero anche continuare per raggiungere la Kreuz (o Crujeta) posta a 2149 metri oppure proseguire per la vetta del Pic (m. 2363) per poi arrivare nell’area dell’Alpe Seceda: sicuramente escursioni di notevole impatto paesaggistico ma noi, coi nostri bimbi, ci fermiamo qui, decisamente appagati e desiderosi di goderci tanta bellezza nel silenzio più assoluto (e magari giocare a pallate di neve).

Saremo poi pronti per rientrare: dopo un sorso di thè caldo per ritemprarci, ecco che si riprende la via dell’andata. Altre meravigliose escursioni invernali in Val Gardena ci aspettano!

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