Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Il Passo delle Erbe, che collega Val Badia e Val di Funes, è senz’altro uno dei luoghi più ammirati e fotografati delle Dolomiti altoatesine, e a ragione: il maestoso Sass de Putia domina i suoi verdi prati, donando un alone di fascino e meraviglia; da qui si possono intraprendere numerose escursioni, ma quella che vi raccontiamo oggi, conduce nel cuore del Parco Naturale Puez Odle: andremo infatti al Rifugio Genova, transitando dalla Forcella di Putia.

  • Località di partenza: Passo delle Erbe
  • Parcheggio: alla località di partenza (più possibilità, ampio e a pagamento)
  • Mezzi utilizzati: zaino portabimbo (passeggino non possibile)
  • Tempo medio: due ore e un quarto circa
  • Difficoltà: medio-difficile

Dopo aver parcheggiato la propria autovettura in una delle aree di sosta ampie e a pagamento del Passo delle Erbe (m. 2006), eccoci pronti per cominciare la nostra avventura: ci incamminiamo, coi nostri bimbi nello zaino, lungo il sentiero 8A, che procede largo, ampio e in scarsa pendenza, offrendo subito scorci stupendi sul Sass, che domina l’intera valle, incutendo timore e rispetto.

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Trascorsi venti minuti di camminata facile e sicura, si perverrà agli stupendi Pra de’ Putia (m. 2050), verdissimi pascoli ove sorgono ben due malghe, la Munt de Furnela (m. 2067) e la Sot Putia (m. 2060): al bivio, noi dovremo voltare a destra, in direzione opposta a Goma (che peraltro si potrà raggiungere comunque, volendo effettuare l’anello completo intorno al Sass), e puntare decisi verso la catena del Tullen (m. 2653) e Ringspitz (m. 2625).

Dopo un’iniziale strada larga e pianeggiante, ecco che la via si trasforma nel classico sentierino di montagna e, dai lussureggianti prati si passerà a mezza costa, con alcuni tratti, resi sdrucciolevoli dalla ghiaia, in cui prestare attenzione; si procede comunque senza troppa fatica, ammirando il paesaggio cambiare e divenire via via sempre più lunare, sino a giungere alla base della ripida salita alla forcella, riconoscibile da un bel cartello indicante il tempo di percorrenza.

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Sin qui abbiamo camminato per poco meno di un’oretta e i quaranta minuti segnati, scrutando la sella quasi 300 metri più in alto, sembrano pura utopia, soprattutto con un bimbo sulle spalle…ma in realtà non ci si allontanerà dalla previsione! La salita inizia in maniera decisa ma non impegnativa, su fondo abbastanza liscio, per poi trasformarsi bruscamente; essendo il tracciato all’interno di un canalone, non sono rari i passaggi su massi, talvolta agevolati da corrimano in legno (mai pericolosi) e le deviazioni studiate nei vari tragitti degli escursionisti.

Dopo un passaggio dalla sinistra alla destra della forra, mancherà ormai pochissimo, e la Forcela de Putia, Peitlerscharte (m. 2357) sarà finalmente conquistata: da qui la nostra vista si apre sino alle Dolomiti Venete, alle Conturines e al Gruppo del Lagazuoi, mentre sulla destra compaiono le estreme propaggini delle Odle; la discesa verso Utia Vaciarà (m. 2110) sarebbe molto invitante, e certamente sarà meta di un prossimo giro, ma la nostra meta è il Rifugio Genova, distante solo mezz’oretta.

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Quindi partiamo verso sinistra, seguendo il sentiero n.4, ormai praticamente pianeggiante, che corre lungo il fianco del pendio, in mezzo a verdi prati, offrendoci un panorama davvero incredibile: man mano che ci allontaniamo dalla forcella ammireremo, alle nostre spalle, il Sass ergersi sempre più maestosamente, mentre dinanzi a noi le Odle divenire sempre più grandi: siamo infatti all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, che racchiude nei suoi confini alcune tra le montagne più belle del mondo.

In poco più di trenta minuti, si arriverà ai 2304m del Passo Poma, da dove inizierà la velocissima discesa alla nostra meta: oltrepassato il Crocifisso e crocicchio per i sentieri n. 4 verso Longiarù e n. 3 (Alta Via delle Dolomiti n. 2, detta “Delle Leggende”, da Bressanone a Feltre) verso Medalges Alm (m. 2293), si inizierà a scorgere il verde tetto, segno inequivocabile della conquista.

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Dal Rifugio Genova (m. 2297) il panorama è superbo: di fianco a noi, le Odle e, sui suoi fianchi, i verdi pendii ove sorgono le altre malghe da qui raggiungibili, come il Rifugio Brogles (m. 2045), passando per Sas Rigais (m. 1689) e Zanser Alm (m. 1685), nonché il nostro vicinissimo Gampenalm (m. 2062) o Kaserill Alm (m. 1920) nel territorio della Val di Funes; in fondo, le altre vette alto Atesine e i loro verdeggianti alpeggi.

Qui i nostri bimbi potranno giocare nell’area a loro riservata, con altalene, scivoli, recinto di sabbia e tappeti elastici, mentre noi ci gustiamo un buon piatto tipico o qualche bevanda locale fresca in questa struttura attiva sin dal 1898 di proprietà del CAI Sez. di Bressanone; lunga è anche la sua storia, che la vide anche trasformarsi in ricovero militare durante la Grande Guerra, prima di passare nelle mani del CAI di Genova che lo restituì, finito anche il secondo conflitto bellico, al legittimo primo proprietario.

Dal Passo delle Erbe al rifugio Genova: coi bambini al cospetto del Sass de Putia

Dopo essersi rifocillati ed aver ammirato ogni singolo centimetro di panorama (ed aver lasciato divertire i più piccini), si sarà quindi pronti per tornare indietro: il Passo delle Erbe e la Val Badia ci aspettano.

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Comments

    • Alberto
    • 17 agosto 2017
    Rispondi

    Le Dolomiti sono Venete!!. Poi , ci sono “anche ” parte delle Dolomiti in Trentino. È scorretto definire le “dolomiti venete”…..??
    Anche se vengo in vacanza tutti gli anni in Val di Funes .

    Saluti
    Alberto

    1. Azzurra
      • Azzurra
      • 19 agosto 2017
      Rispondi

      Ciao Alberto, ti ringrazio per la precisazione. Io sapevo che le Dolomiti sono divise in sistemi (Dolomiti di Brenta, di Sesto, Puez Odle, etc.), alcuni dei quali protetti dall’Unesco, dislocati nelle regioni del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli (Venezia Giulia no). Certamente la maggior parte dei monti si trova nella provincia di Belluno (anche se moltissimo non lo sanno). Credo che, per identificarle in maniera più facile per tutti, la dizione “Dolomiti Venete”, così come “altoatesine”, “trentine” e “friulane” possa starci, anche se magari non del tutto corretta. Che dici?

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