Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Oggi scopriremo una stupenda parte del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, fino ad addentrarci in quello di Fanes-Sennes-Braies: partiremo dal Rifugio Ra Stua, nel territorio di Cortina, per arrivare al magnifico alpeggio di Fodara Vedla, nel territorio di San Vigilio di Marebbe, risalendo il Valon Scuro, per poi infine toccare i verdi (ed un tempo assai contesi) pascoli di Rudo.

  • Località di partenza: Rifugio Ra Stua
  • Parcheggio: località Fiames (grandissimo, gratuito; poi navetta a pagamento sino alla località di partenza)
  • Mezzi utilizzati: zaino portabimbo (passeggino non possibile per pendenze)
  • Tempo medio: un’ora e mezza circa
  • Difficoltà: medio

Dopo aver lasciato la nostra autovettura in località Fiames, dove è ubicata la sede del Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo (sulla sinistra lungo la statale per Dobbiaco), immediatamente si sale sulla navetta che, a partire dalle 8.30, conduce sino al Rifugio Ra Stua (m. 1668, sino alla prima domenica di luglio e dopo la prima di settembre, il traffico veicolare viene nuovamente aperto sin qui) dove, in uno scenario da favola, ha inizio la nostra escursione.

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Si procede in piano, o leggerissima salita, attraverso un rigoglioso bosco (Valon Scuro), ove si possono incontrare anche mucche al pascolo, o asinelli che sbarrano la strada (molto socievoli, per la gioia dei più piccini), lungo il larghissimo sentiero n. 6 che, in questo primo tratto, è assolutamente agibile anche ai passeggini; il torrente gorgoglia alla nostra sinistra e si aprono molti spazi dove, volendo, ci si potrebbe fermare a fare un bel pic nic.

Dopo circa venti minuti di strada agevole, si aprirà dinanzi a noi una splendida e sterminata piana: siamo già giunti al Cianp De Crosc, “Campo Croce” (m. 1770), località dove nasce il fiume Boite, (toponimo della valle di Cortina d’Ampezzo), che offre stupendi spazi dove rilassarsi e giocare coi bambini; un ponticello sulla sinistra, assieme ad un cartello, indica che non dobbiamo più proseguire dritto, ma bensì voltare a sinistra lungo il segnavia 9, per addentrarci, poco dopo, di nuovo in un fitto bosco dove, chi è arrivato col passeggino, non potrà ardire oltre.

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Il cambio di pendenza non tarda a farsi sentire: dal dolce declivio finora battuto, ecco che la salita diventa decisa e ripida, ricalcando una vecchia strada militare costruita dai soldati nemici durante la Grande Guerra, denominata Strada di Rudo; questa via era la principale d’accesso per gli austriaci che, giungendo a Fodara Vedla da Pederù e San Vigilio di Marebbe, dovevano recarsi al centro di smistamento di Ra Stua (molti baraccamenti adibiti a ricoveri erano presenti nella zona appunto del Valon Scuro, da noi appena percorso).

La mulattiera procede, comunque sempre larga e priva di pericoli, a tornanti, incontrando qua e là dei cartelli esplicativi della zona (Le “Regole d’Ampezzo“) e della storia, assolutamente molto interessanti, fino a coprire il salto di circa 200m di dislivello delle estreme propaggini del Lavinores; dopo l’ultima curva, il sentiero finalmente torna ad essere quasi pianeggiante, offrendo magici scorci sulla Croda Rossa (m. 2859), prima di cambiare nuovamente paesaggio al transito di una staccionata, che immette nella meravigliosa conca ove sorge il lago di Rudo (m. 1990).

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Questi bellissimi pascoli, ai piedi del Lavinores (m. 2462), furono un tempo aspramente contesi tra Ampezzani e Marebbani (ricordiamo che Fodara Vedla si trova nel bacino territoriale della Val Badia), tanto che vi fu una vera e propria disputa, con tanto di intervento dell’Arciduca Sigismondo d’Austria: in realtà, non è che i prati fossero così importanti a livello contadino, ma essi rappresentavano il confine tra l’Impero e la Serenissima, e cedere anche un metro non era cosa da poco; successivamente, in seguito all’annessione della zona di Cortina agli stati tedeschi, il clima divenne progressivamente più sereno, e cessarono via via le battaglie per il possesso. Ancora oggi qui abbiamo una linea di demarcazione: passiamo infatti dal Veneto all’Alto Adige, dal Parco Naturale d’Ampezzo a quello di Fanes-Sennes-Braies, segno che ormai la meta è vicina, e che ci troviamo nel punto più alto della nostra escursione, a 2003m.

Appena oltrepassata l’ultima “strettoria”, ecco che il panorama si apre nuovamente verso una lussureggiante radura, con le cime bianche sudtirolesi far capolino: il sentiero corre a mezza costa, con numerose biforcazioni verso il basso che, prima o poi, dovremo decidere anche noi di seguire; in fondo, l’inconfondibile sagoma di un tetto emerge dal verde, come ad indicarci che ormai siamo proprio arrivati!

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Ma una grande sorpresa stupisce l’escursionista in arrivo qui: non solo il bel Rifugio Fodara Vedla (m. 1980) dà il benvenuto, ma anche tanti caratteristici masi, donando il bellissimo e bucolico paesaggio dell’alpeggio di alta quota; numerose mucche al pascolo ed un’antica chiesetta completano questo magnifico quadro, dove le vette dolomitiche circostanti offrono una cornice davvero d’eccezione.

E i bimbi qui non potranno che trovare la loro dimensione: altalene e giochi sono a loro disposizione, così come spazi enormi per correre e saltare…ci troviamo davvero in un piccolo angolo di paradiso, da cui sarà veramente difficile venire via.

Ma se proprio lo si vorrà fare, di sicuro le possibilità non mancheranno: si può infatti raggiungere il Rifugio Pederù (m. 1548) da dove, in genere, i trekker salgono dalla Val Badia e San Vigilio di Marebbe, oppure arrivare fino al Rifugio Sennes (m. 2116), per proseguire al Rifugio Biella (m. 2327) e terminare con l’ascesa alla magnifica Croda del Becco (m 2810), da cui si può vedere, sul versante opposto, lo splendido e rinomatissimo lago di Braies, oppure ridiscendere al Rifugio Ra Stua, completando un percorso ad anello altamente spettacolare.

Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

Noi per oggi ci fermiamo qui, ad ammirare coi nostri bambini questo posto magnifico, per portare nel cuore gli splendidi ricordi che abbiamo raccolto (oltre a circa 300 foto): un’escursione non lunga e nemmeno impegnativa, che però regala panorami eccezionali, davvero impagabili.

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4 pensieri su “Rifugio Fodara Vedla, alla scoperta degli alpeggi coi bambini

  1. KIary dice:

    ciao, sarei interessata a fare questa escursione. Mi pare di capire che la parte centrale della passeggiata è inaccessibile ai pesseggini…. visto che avremo un paseggino da trekking che può essere agevolmente portato con tracolla, di quanto percorso si tratterebbe? grazie e complimenti per il sito!

    • Azzurra
      Azzurra dice:

      Dal Cianp de Crosc sino alla fine della salita sono circa 250 metri di dislivello: la forestale (una vecchia mulattiera di guerra recentemente sistemata) è larga e ben tenuta, ma la pendenza si sente! Se il passeggino non pesa molto si può anche caricare in spalla, ma tieni poi presente che ci sono, finita l’ascesa, anche alcuni tratti stretti ed un po’ sconnessi! Non è impossibile, ma io consiglio lo zaino per questo percorso!

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