Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

Oggi raccontiamo di una bella escursione che si snoda da Alba di Canazei, nella magnifica Val di Fassa, al Rifugio Contrin, splendidamente ubicato ai piedi della parete sud della Marmolada e del Gran Vernel: un’avventura in una valle splendida, con panorami da capogiro.

  • Località di partenza: Alba di Canazei
  • Parcheggio: alla partenza degli impianti Ciampac (ampio, gratuito)
  • Mezzi utilizzati: zaino portabimbo (passeggino sconsigliato per pendenze)
  • Tempo medio: 2 ore e 30 circa
  • Difficoltà: medio

Dopo aver lasciato la propria autovettura nell’ampio parcheggio degli impianti Ciampac, subito guadagniamo la strada asfaltata (Via Contrin) che ci conduce sino allo spiazzo da dove partirà il nostro segnavia n. 602  e dove, chi avesse deciso di avvalersi della navetta sino a Locia de Contrin, aspetterà il proprio mezzo di trasporto (qui gli orari e le informazioni)

La via inizia subito a far sentire la propria pendenza, attutita dai numerosi tornanti (qualche anno fa, infatti, la strada è stata sistemata proprio per consentire il passaggio delle jeep) e resa piacevole dal bel bosco profumato ed ombreggiato: qua e là si notano le numerose scorciatoie, ma noi ci manteniamo sul tracciato principale, un po’ più “dolce”.

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

La prima oretta scarsa di percorso ci consente così di superare gli iniziali 200 metri di dislivello e portarci così alla Baita Locia de Contrin (m. 1736), un graziosissimo ristoro alle pendici di un grande masso, da dove si può ammirare uno stupendo panorama, tra i rami, verso il Sassolungo (m. 3181)…fermatevi un attimo in questo luogo, ne varrà sicuramente la pena.

E da qui, dopo ancora cinque minuti di strada, ecco che inizierà la parte più semplice di tutto il percorso: la Val Contrin si apre in tutta la sua bellezza con, sullo sfondo, i Laste de Contrin, estreme propaggini della catena di Cima Uomo, e il Col Ombert (m. 2670); noi proseguiamo tranquillamente in piano, con splendidi e lussureggianti prati sia alla nostra destra che a sinistra, mentre possiamo ammirare, dietro, una parte del Gruppo del Sella con il Piz Boè (m. 3162) e ancora il Sassolungo, che ci terrà compagnia ancora per una parte di tragitto, prima di scomparire.

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

Dopo aver camminato tranquillamente, ecco che ci troveremo ad attraversare il bel ponticello che sovrasta il Ruf de Contrin, per passare poi sulla sua destra orografica: qui la via continua sempre molto dolcemente, offrendo un panorama davvero magico e bucolico…sembra davvero di trovarsi in un valle incantata! Se invece se avessimo proseguito dritto, avremmo imboccato il segnavia 64B alla volta del Rifugio Passo San Nicolò (m. 2340), per poi eventualmente scendere alla scoperta dell’omonima valle: splendida escursione, di certo con paesaggi altrettanto deliziosi.

Da qui, ancora pochi passi e arriveremo a Baita Cianci (m. 1828), dove potremo prendere un po’ di fiato (e concederci un ottimo dolce comodamente seduti all’esterno, baciati dal sole), prima di affrontare la parte terminale del nostro sentiero, la più dura: ancora 200 metri ci separano dalla nostra meta e difatti il tracciato inizia a inerpicarsi, non concedendo più momenti di tregua, se non una gradita ombra sotto i rami dei larici.

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

E proprio attraversato un ultimo boschetto finale, ecco il Rifugio Contrin (m. 2016) apparire dal nulla in tutta la sua sospirata bellezza; situato in una posizione davvero privilegiata vanta, oltre ad una cornice di vette d’eccezione, a partire dal Gran Vernel (m.3029) per continuare con il Piccolo Vernel (m. 3098), la Cima Ombretta (m. 3011), il Sasso Vernale (m. 3058) e Cima Uomo (m. 3010), anche una storia che parte da lontano: distrutto durante la Grande Guerra (era diventato un fortino austriaco, trovandosi proprio lungo la linea del fronte), venne poi riedificato nel 1926 per volere di Arturo Andreoletti, presidente dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini), comandante proprio di quella Brigata Val Cordevole che fu l’artefice della sua rovina.

Nei prati proprio dietro al rifugio, c’è davvero molto spazio per sedersi e, qualora decideste di non voler gustare qualche buon piatto tipico, per consumare il pranzo al sacco; i bambini potranno giocare e correre: non ci sono particolari pericoli, è tutto pianeggiante. Anzi, se proprio desideraste un ambiente un po’ più riservato (ricordo che questa è una meta gettonatissima durante l’estate), potrete spendere ancora cinque minuti di cammino per arrivare alla Malga Contrin (m. 2027), poco oltre: pochi tavoli ma tanto buon cibo (e ottimo yogurt) vi aspettano, per un’allegra mangiata in compagnia!

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

Se foste parecchio temerari (e magari senza bimbi) potreste poi optare per proseguire lungo uno dei moltissimi sentieri che da qui si dipartono: il 606 conduce gli esperti alpinisti in ferrata ed arrampicata sul Picol Vernel e a Forcella Marmolada (m. 2896) ed infine al Rifugio Pian de Fiacconi (m. 2626), mentre il 610, attraverso la Val Rosalia, ci porta al Passo Ombretta (m. 2702) per poi scendere al Rifugio Falier (m. 2074), alla Malga Ombretta (m. 1904) e infine alla rinomata Malga Ciapela (m. 1435), da dove parte la funivia per la cima della Marmolada (Punta Rocca) e per il suo Museo della Grande Guerra (Serauta).

Il tracciato 607 invece, dopo aver superato il Passo delle Cirelle (m. 2683) termina, successivamente ad una lunga discesa, al Rifugio Fuciade, ameno luogo con vista sulle Pale di San Martino; il 612 invece, che si dirama proprio dal precedente, oltrepassa il valico di Ombrettola (m. 2864), ai piedi del Sasso Vernale (m. 3058) per raggiungere il già nominato Rifugio Falier (m. 2074): insomma, il Rifugio Contrin può essere considerato un’ottima base di partenza per tutti gli appassionati che intendano scoprire le bellezze di queste valli.

Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

Noi, coi nostri bimbi, ci accontentiamo di essere arrivati sin qui e anzi, gioiamo che il nostro bimbo di tre anni l’ha fatta tutta a piedi (ovviamente un po’ spronato e con tante tante fiabe!): un’escursione davvero bella, con tanti paesaggi stupendi tutti da scoprire e ricordare.

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6 pensieri su “Rifugio Contrin, coi bambini alle pendici della Marmolada

  1. Monica dice:

    Ciao , volevo sapere se questa passeggiata al forte contrin si può fare anke con un amico a quattro zampe e se poi si può pernottare con i cani
    Monica

    • Azzurra
      Azzurra dice:

      Ciao, al Rifugio Contrin puoi tranquillamente arrivare con un cane, la passeggiata non presenta particolari problemi anzi, è una larga carrareccia jeeppabile. Per quanto riguarda il pernottamento non saprei, ti consiglierei di sentire direttamente loro! Ecco il numero 39-392 9480794

    • Azzurra
      Azzurra dice:

      No, direi che è troppo ripida. Anche evitando la prima parte servendosi della navetta, rimane comunque parecchio erta. La parte mediana sarebbe percorribile: ci si potrebbe fermare a Baita Cianci, alla base della salita per il Contrin!

  2. rossana dice:

    salve a tutti,io sapevo di un sentiero che dal paesino di alba dietro al cimitero si attaccava anche da li una bella passeggiata x arrivare alla locia contrin (tutta in mezzo al bosco) senza il primo pezzo ripido………….qualcuno mi saprebbe dire se c’è ancora il sentiero? grazie

    • Azzurra
      Azzurra dice:

      Me ho sentito parlare anche io ma non l’ho mai sperimentato. Comunque, pur partendo magari da più in quota, il dislivello va superato lo stesso. Sperando la via sia meno ripida!

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